Garfield - Pooky
Mi sono trasferita da Bergamo a Trieste, lasciando la mia famiglia e la me-bambina. Purtroppo la me-combinaguai mi ha seguita e ogni tanto devo farci i conti e ammettere che è la parte di me che preferisco perché mi fa sempre parecchio ridere.

lunedì 26 giugno 2017

Giorno 51- La Regina di quadri

La Regina di quadri


C'era una volta un mazzo di carte. Sì, avete sentito bene, un mazzo da cinquantadue carte, sistemato su una mensola nella casa di un pensionato ottuagenario. In questo mazzo tutti vivevano in armonia, poiché si rispettava una stretta gerarchia: i due erano subordinati ai sette, per esempio e tutti erano sudditi del re e della regina. Come in tutti i mazzi, c'erano quattro coppie di sovrani, una per ogni seme; tra questi re e regine che vivevano nel lusso sfrenato e nell'agiatezza, c'era una regina triste, sempre imbronciata. Tutto il regno di quadri e il suo re la amavano e veniva rispettata anche dai sudditi degli altri semi, ma lei non era mai soddisfatta: "Uff," sospirava rivolgendosi al suo ciambellano "perché dovevo nascere Regina di quadri? Non sono popolare come quella di cuori, a cui addirittura dedicano delle canzoni, oppure graziosa come quella di fiori o ancora maliziosa come la seducente Regina di picche...sono solo io, che da ormai cinquanta anni mi ritrovo a dover avere sempre intorno degli stupidi rombi" "E-ehm, Sua Maestà" disse il jolly ciambellano, un po' titubante "veramente sarebbero quadri e quest'anno a maggio saranno cinquantaquattro anni di trono, Sua Altezza, ma credetemi, la vostra figura è ancora nitida e perfetta, come quando è stato scartato il mazzo, s-se mi permettete". La regina lo guardò perplessa e poi prese a camminare su e giù per il salone deserto: "Se solo facessi un atto grandioso, magari anche chi ci maneggia, potrebbe vedere il mio valore, che va ben oltre quello numerico." "C-che genere di atto grandioso, Altezza?" chiese il jolly, sempre più convinto che quel lavoro non faceva proprio per lui. "Oh non lo so, ciambellano!" sbuffò la regina "ricordi quel fante di coppe, dieci anni fa? Quello del mazzo da quaranta, il fante che voleva essere donna, ricordi? Fece un tale scalpore all'epoca" "Ma mia Regina, voi siete già una donna! Siete la nostra potentissima Regina, Signora di tutti i quadri e de..." "Sì sì, risparmiami le moine," lo interruppe la regina "se solo ci fosse un modo per farmi notare". La regina passò tutta la notte a rigirarsi nel letto, senza riuscire a prendere sonno e quando il sole sorse e il re si alzò per la sua battuta di caccia domenicale, lei lo guardò vestirsi, saltare in sella al suo destriero e, affiancato dal suo miglior cavaliere di nome Jack, galoppare veloce lontano dal castello (ovviamente di carte anch'esso!); i cani del re latravano correndo dietro a loro e lì, la regina ebbe un'idea: "Oh sì, pensò, mi basterà solo aspettare che il vecchio ci usi per una partita con gli amici e poi diventerò una star!" Mentre parlava, con gli occhi che brillavano dalla contentezza, tutto il regno intorno a lei cominciò a svanire: "Ci siamo, è il momento del gioco!", esclamò emozionata.
Si trovarono tutte sparpagliate su un tavolaccio colmo di bicchieri dal contenuto odoroso e di mozziconi di sigarette; attorno ad esso, quattro uomini, più vecchi del gioco del solitario e dalle dentiere flosce contavano le carte, pronti a scontrarsi.
La Regina si preparò per il suo grande momento e appena fu messa sul banco, tra il suo re e Jack, iniziò a cantare a squarciagola. Fu orribile! I vecchi si portarono le mani alle orecchie, così come tutte le figure del mazzo: la Regina aveva una voce davvero cacofonica (schifosa, pessima, come un gatto a cui è stata schiacciata la coda!). Appena il mazzo fu rimesso nella custodia, scoppiò una tremenda rivolta in tutti e quattro i regni: "Giustiziatela!" "Banditela dal mazzo!", urlavano i manifestanti. E avevano tutte le ragioni del mondo per essere arrabbiati. Gli uomini non devono sapere che le carte parlano, è un codice antichissimo, rispettato sin dai tempi più remoti.
La Regina, tutta orgogliosa e impettita, si affacciò al balcone sotto al quale la protesta era al culmine e chiese la parola, sollevando una mano: "Carte, sudditi, re e regine di tutti i regni, amici miei. Non mi pento delle mie azioni e non tollero che ci si rivolga così a me, Regina di quadri. Ebbene, mi esilierò, ma non per il vostro bene, bensì per il mio successo: andrò via da questo bigotto mazzo di carta straccia, frequenterò una scuola di canto e vi pentirete di esservi sbarazzati di me". Le urla di gioia che si alzarono appena la regina rientrò nelle sue stanze fece crescere in lei una tale rabbia e un forte senso di rivalsa. Decise di partire l'indomani stesso per la sua nuova avventura. Non sarebbe più stata la Regina di quadri, a breve sarebbe diventata la Regina del pop!
I sogni della regina caddero rovinosamente una sera di settembre in cui si esibì in un talent show; fu fischiata persino dai giudici. Risolse allora di abbandonare quella stupida e inutile ricerca di successo e di tornare nel suo mazzo dove forse, dopo aver chiesto pubbliche scuse, l'avrebbero accolta a braccia aperte.
Lo scenario che le si presentò agli occhi quando entrò tutta mogia nel suo regno era misero. Tutte le carte erano depresse, i due, i jolly, i re e le regine; da quando lei aveva lasciato il mazzo, il pensionato aveva smesso di usarlo...come si può giocar senza una carta? La regina allora capì: lei era importante, tutti erano importanti, erano una squadra.  Decise di fare la cosa giusta. Uscì dalla custodia e si lanciò sotto al mobiletto dei liquori, facendo attenzione nel tenere ben visibile un angolino della sua carta, in modo che l'anziano la trovasse e capisse che il mazzo era ancora utilizzabile perché le carte sarebbero state nuovamente cinquantadue, non una di più e non una di meno.
E così questa è la storia di una regina ribelle, che si dilettava nel canto e che un giorno salvò il suo mazzo dalla rovina da lei stessa provocata. Insomma è la storia di una grande regina. La Regina di quadri.

venerdì 9 giugno 2017

Giorno 50- Quelle tettone di Mortal Kombat

Quelle tettone di Mortal Kombat

Vi chiedo scusa se vi sto un po' trascurando miei cari lettori, ma purtroppo sono in piena sessione estiva e non ho nemmeno tempo di mettermi in bagno e fare la cacca (non scherziamo!).

Comunque, oggi vorrei intrattenervi con una critica, partiamo con un sondaggio: avete mai giocato a Mortal Kombat? Scegliete sempre gli stessi personaggi o cambiate ad ogni sfida? Avete mai preso dei personaggi femminili? E se sì, lo avete fatto perché sono forti o perché quando vengono ferite, il vestitino già di per sé striminzito si strappa ulteriormente, dando un effetto erotico vedo- non vedo?
No, beh tutte queste domande rivolte a voi per attirare l'attenzione proprio sui personaggi femminili del Mortal Kombat...Cioè in quale mondo tu, personaggio femmina, anche abbastanza forte, che sia umana o meno, dalla parte delle tenebre o della luce, debba presentarti a un torneo di combattimento vestita da odalisca, con gonnellino e stivaloni da cow girl?
Qui è palese che i creatori del videogioco siano uomini e mi sa anche un po' frustrati. Ovviamente ci sono anche un sacco di pregi eh in questo videogioco, non mi fraintendete, io non lo boicotto solo perché la figura della donna viene ridicolizzata, perché effettivamente tutti i personaggi hanno un proprio stile di combattimento e sono tutti parecchio forti, se sai usarli. Non è questo su cui sto sindacando, ma sul fatto che le donne hanno tutte un caratteraccio e un vestito molto piccolo. Tutte hanno un corpo perfetto e sono tutte (o quasi!) delle grandissime gnocche.
Una cosa bellissima di questo videogioco è che quando saccagni (voce del verbo saccagnare) come non mai, compaiono delle ferite sui personaggi; insomma ci sono dei bei dettagli, ma badate bene, solo alle femminucce si strappa il vestitino lasciando brandelli che a malapena coprono le pudenda e i capezzoli. Gli uomini invece sono sì sfigurati tanto quanto le donne, ma il loro costume, a parte qualche schizzo di sangue (proprio o altrui) sembra appena stato messo nel cassetto dopo una passata di ferro da stiro. Eh no, perché l'effetto vedo- non vedo con i personaggi maschili non si può fare, le balle o le vedi o non le vedi e per quanto riguarda il petto, a quanto pare il buonsenso non prevede che le tette degli uomini siano scabrose quindi alcuni personaggi considerati di per sé ridicoli (vedi Johnny Cage) combattono direttamente a petto nudo. Ok, ora ci sono tutte delle questioni filosofico-religiose che non ho voglia di andare a toccare in questa sede che riguardano la simbologia del seno, ma è innegabile che sia leggermente sessista la sistemazione dei personaggi.
Non mi piace questa cosa, devi picchiare e fare fuori l'altro, le donne non possono farlo in tuta? L'unica coi pantaloni è una militare che OVVIAMENTE va in giro con la pancia scoperta, perché è pieno così di donne in guerra che mostrano il piercing all'ombelico. Senza parlare del bustino che oltre ad essere corto è pure stretto! Il seno sta esplodendo in quella cosa di pelle! Mi sa che ha sbagliato il lavaggio in lavatrice. Insomma, gli uomini coi vestiti sempre stirati, le donne con i corpetti ristretti... alla fine della fiera è tutta colpa della lavanderia!

Notate bene, non sto affatto denigrando il videogioco, è favoloso, pieno di cose abbastanza innovative e molto ben fatto. Ma diamine, disegnate un personaggio che combatte in pigiama, siamo stufe di impersonificare personaggi così ben costruiti quando stiamo in mutande con panzone di fuori, sbracati/e sul divano! Oppure fate come the sims, fatelo costruire ai giocatori, il personaggio. Ovviamente non mettete troppi dettagli, perché si sa, chi gioca a Mortal Kombat vuole menare, non fare la manicure e la ceretta a un personaggio (maschile o femminile che sia) oh, io la butto lì.
Comunque boh, beccatevi un po' di topolone del videogioco, vi prego di notare gli stivali!


AAAAAAAAH LEI NO!! Avete presente prima, quando ho scritto che erano tutte gnocche e ho messo tra parentesi (o quasi) ? Beh quel (o quasi) era riferito alla povera Sheeva!
Sciao beli!

mercoledì 10 maggio 2017

Cucina con Alice- La torta soffice al limone

Cucina con Alice- La torta soffice al limone

Ieri ho preparato per la prima volta una torta soffice al limone, guardando (e modificando leggermente, per questione di mancanza di ingredienti) la ricetta di un sito che ora non riesco più a trovare. Avevo proprio voglia di una torta morbida ma con il gusto fresco e questa è stata davvero un successone: l'abbiamo provata in quattro e tutti eravamo molto contenti, quindi fidatevi!

Ingredienti:

  • tre uova
  • 140 gr di zucchero
  • 100 gr di burro
  • 200 gr di farina
  • una bustina di lievito
  • un limone grosso
  • un cucchiaio di latte
Dunque, per prima cosa prendete le uova e dividete gli albumi dai tuorli. Sbattete con una frusta questi ultimi insieme allo zucchero, finché non si forma un impasto omogeneo. Ora lavate il limone, grattugiate la sua scorza e poi spremetelo e mettete sia il succo che la buccia nella ciotola con uova e zucchero. Intanto sciogliete il burro e amalgamate tutto il composto per bene. Successivamente bisogna setacciare la farina e aggiungerla col lievito a poco a poco, mentre si mescola tutto con le fruste, in modo che non si formino i grumi. Questo è il momento di mettere il cucchiaio di latte; non è necessario, ma se vedete che l'impasto è troppo denso, allora mettetelo. Io aggiungo sempre un pochino di latte a praticamente ogni dolce! 
A parte, sbattete gli albumi e montateli, non preoccupatevi se non montano, magari le uova non sono molto fredde, ma non è necessario; sbatterle vigorosamente per cinque minuti sarà in ogni caso sufficiente. Questa è l'ultima cosa che aggiungerete alla torta, prima di metterla in una tortiera (io ho dovuto usare la più piccola che avevo, regolatevi voi) foderata di carta forno. A proposito di forno: deve essere preriscaldato a 180 gradi e la torta vi deve cuocere per circa 30 minuti, fate sempre la prova dello stuzzicadenti che è infallibile. 
Una cosa che ho apprezzato molto di questa torta è che mentre la cuoci si sente odore di torta margherita, quella della nonna, ma quando la tagli sprigiona un odore di limone davvero piacevole, e per niente pesante...una delizia insomma! 
Questo è quello che è rimasto dopo nemmeno 24 ore che l'ho preparata e dopo essere passata da quattro fauci diverse

Quello è un piattino da tè!! Che dite, è piaciuta?!?




domenica 7 maggio 2017

Giorno 49- Book challenge 2017: punto della situazione

Book challenge 2017: punto della situazione

Avete mai fatto una book challenge? Come dice il nome è una sfida che ci si propone contro se stessi: sta nel segnare dall'inizio dell'anno fino alla fine tutti i libri letti, per capire il proprio andamento da lettore: sei un lettore forte o un lettore scarso? 
Io lo faccio dal 2015 e devo dire che è una bella sfida e mi aiuta anche a tenere sotto controllo la mia media di romanzi. Il mio obiettivo è arrivare a leggere almeno un libro al mese. 
Le regole che mi sono posta e che potrete tenere in considerazione, in caso voleste provare sono: 
  1. segnare i libri iniziati a gennaio 2017.
  2.  non si possono segnare i libri iniziati nel 2016 e finiti nel 2017, ma si possono considerare quelli iniziati a dicembre 2017 o viceversa. Questo vuol dire che se segnate il libro del 2016 non terminato, non segnerete l'ipotetico libro non terminato nel 2017
  3. valgono come libri tutti i romanzi, che li abbia scelti tu o che ti siano stati  dati dall'università
  4. non valgono i testi critici o i saggi che bisogna studiare per l'università
  5. possono essere segnati saggi o testi critici scelti di propria volontà.
Ovviamente se non rispettassi il punto 4, la lista sarebbe ben più lunga. Ma questa è una sfida di piacere, non di dovere!
Oggi vorrei fare con voi il punto della situazione sui libri che ho messo nella mia book challenge 2017 sino ad oggi. Come vedrete, io metto il titolo del libro, il suo autore e un voto  da 1 a 10, in base a quanto l'ho apprezzato. Aggiungerò anche un mio commento inedito così che possiate prendere spunto nel caso non aveste ispirazione su cosa leggere.
Iniziamo:
  1. I sonnambuli di P. Grossman voto 7+  La storia di un detective ebreo che nella Germania dei primi anni '30 del secolo scorso, cerca di risolvere una serie di delitti misteriosi, scoprendo poi che è tutto molto più grosso di quante pensasse. Affascinante e abbastanza scorrevole, un po' deludente il finale, ma  (per motivi storici, e questo lo apprezzo) inevitabile
  2. L'ombra di Edgar di M. Pearl voto 6.5 Tutto inizia il giorno del funerale di E. A. Poe. Un giovane avvocato, appassionato dei racconti dello scrittore, indaga sulle dinamiche della morte di Poe, facendo incontri avventurosi e pericolosi. Bello fino all'ultima parte del libro, dove diventa un'epica e squallida americanata, in cui gente vola facendo tripli carpiati da carrozze ecc.
  3. I peccati delle donne nel Medioevo di G. Duby  voto 7.5 Saggio molto appassionante e per nulla noioso sulle donne medievali e la loro sessualità, tra tabù e credenze varie. Molto interessante, fa venire voglia di leggere altri libri sull'argomento.
  4. Sulla pelle viva di T. Merlin voto 8  Come spiegato nel post del giorno 47 , è un'inchiesta interessante sul disastro del Vajont
  5. Suburra di Bonini e De Cataldo voto 9 Libro romanzato su Mafia Capitale, il buon De Cataldo non si smentisce mai! Non fatevi fregare dal film su Netflix, è completamente diverso e molto, ma molto più appassionante e ricco. Speriamo nella serie tv che dovrebbe uscire su Netflix entro la fine dell'anno
Al momento sto leggendo due romanzi, entrambi richiesti dall'università: uno in italiano Un amore di Swann di Proust e un altro in inglese A passage to India di Foster. I titoli sembrano noiosi, ma in realtà hanno un che di affascinante, mi ci sono appassionata!

Libro consigliato! La notte ha cambiato rumore di M. Dueñas; racconta della vita avventurosa di una giovanissima sarta spagnola che nel 1936 per scelte sbagliate, si ritrova a vivere a Tetuan, in Marocco, dove apre una sartoria molto rinomata, da cui passano personaggi molto importanti e realmente vissuti. Questo libro l'ho trovato scartabellando in biblioteca e mi è piaciuto sin dalla copertina! Sì, quando si parla di libri per me l'abito fa il monaco. Lo rileggerei volentieri, fa sognare  posti lontani,  palme e  gioia.

Grazie per aver seguito il mio punto della situazione con la book challenge, spero di avervi acceso un po' di curiosità per questo sport da pigiamara, gattara e topo di biblioteca quale sono! Per la cronaca, tra domani e dopodomani, mi arriveranno gli occhiali da lettura...non è che ho preso troppo sul serio questa sfida?!?

Ps scrivete un commento se avete dei bei libri da consigliarmi, ma sappiate che per le prossime sei settimane dovrò leggere otto romanzi per l'università, quindi non avrò tempo per altro. Fatemi gli auguri!

domenica 30 aprile 2017

Giorno 48- Road trip sulle Dolomiti. Seconda puntata

Road trip sulle Dolomiti. Seconda puntata



Parte VI- La lunga notte 
Come vi ho già detto, il campeggio era a pochissimi passi da un bosco. Vi lascio immaginare il mio terrore, quando, con il calare della notte, il bosco ha preso vita e un sacco di rumori nuovi (per lo più bestie selvatiche) si susseguivano, facendomi sussultare. Abbiamo sentito un cinghiale, una presunta volpe e un presunto tasso o una faina, non lo so! Comunque era raccapricciante! Sembrava un bambino che non sa se gridare disperato o ridere e quindi fa entrambe le cose! Vi metto qui il video con un verso molto simile a quello sentito.



Per di più, la temperatura si è abbassata vertiginosamente, arrivando alla soglia dello zero, cosa per cui noi non eravamo affatto attrezzati. Riepilogo della notte: freddo+ versi inquietanti+ scomodità= due ore scarse di sonno .

Parte VII- Il caffè
Alle 6.54 di mattina ci siamo svegliati, entrambi con una faccia orribile. Io, mi conoscete miei cari lettori, non sono un'appassionata di caffè, ma quella mattina, dopo la nottataccia (che pare solo Cora, il lupo delle montagne, si sia goduta) ho sentito il bisogno di qualcosa di estremamente caldo e rinvigorente. Obbligo Demmy e il cane a saltare in auto e ad andare in cerca di un bar, che ovviamente lì, in mezzo allo sperduto nulla desertico altoatesino non è stato affatto facile trovare: "andiamo in giù o in su? io andrei in su" mi dice Demmy. "Ma secondo te in su cosa ci sarà mai, quattro vacche e il passo di montagna, andiamo in giù!". Dopo un buon quarto d'ora di auto verso la valle, in cui trovavamo radi bar chiusi, io per la disperazione chiedo a Demmy di andare in su e indovinate un po'? A cinque minuti verso l'alto, proprio vicino al passo di montagna che porta all'Austria, c'è un grazioso Hotel con bar aperto. Ovviamente mi sono mangiata la lingua per aver scanzonato la scelta, non così stupida col senno di poi, di Demmy di salire invece che scendere (ma questo non glielo diciamo, facciamo finta di niente!)
Insomma dopo una caffè lungo, trasformato in caffellatte perché era davvero troppo forte, io mi sento rinvigorita! Scendiamo al campeggio e ci diamo una lavata generale. Il sole inizia ad avvicinarsi alla nostra tenda e un bel tepore ci permette addirittura di togliere le due paia di calze e i pantaloni termici che piano piano avevamo indossato la notte, mano a mano che la temperatura scendeva.

Parte VIII- Il campeggio di lusso
Dopo aver passeggiato un pochino e giocato a lanciarci la palla nel prato vuoto del campeggio, mettiamo sotto i denti qualcosa, smontiamo la tenda e ci rimettiamo in auto, alla volta di un campeggio consigliatoci dalla signora dell'altro campeggio (lei sì che sa tirare acqua al suo mulino!!). Dopo quasi un'ora di auto, arriviamo in quello che possiamo benissimo nominare resort, in mezzo al verde, con recinzioni, spa, piscina coperta, pista sciistica, una reception da urlo e totem in pietra. Insomma un posto extra lusso! Questo vi può far capire cosa intendevamo noi con Sposta-poveri, riferendoci alla Seicento!

Parte IX- Il Colle delle Streghe
Dopo questa breve gita solo per annusare gli alloggi dei ricchi, iniziamo a dirigerci verso casa, ovviamente cercando di usare il meno possibile le autostrade, per mantenere la nostra Road Trip una road trip che si rispetti, con quel tono avventuroso. Purtroppo le ore di sonno concesseci non sono state abbastanza per arrivare fino a Trieste con strade secondarie, quindi una ventina di km prima di Udine ci siamo trovati costretti a prendere la via del casello, in modo da arrivare prima a casa.
Ad ogni modo, prima di questo ci siamo trovati sperduti tra i monti bellunesi e siamo arrivati in un paesino di nome Sappada in cui abbiamo trovato una riserva naturale con un torrente bellissimo, in cui ci siamo fermati per un'ultima passeggiata rilassante nel verde. Questo posto è chiamato Colle delle Streghe e come alcuni di voi sapranno, quando leggo la parola "streghe" la mia curiosità prende il sopravvento e inizio a fare ricerche; però purtroppo non sono riuscita a trovare nulla riguardo l'origine del nome, se qualcuno ne sapesse qualcosa scrivetemi! Comunque lì abbiamo fatto una passeggiata molto bella, abbiamo visto un rospo e io ho raccolto un sacco di fiorellini con cui ho fatto un mazzo che ho messo a essiccare e ancora non ho visto il risultato. Il mazzolino è quello nella foto all'inizio del post!
ed ecco qui, Demmy laggiù, quel puntino vicino all'acqua e Cora, sempre vigile vicino a me
Epilogo- E Malombra?
Vi starete chiedendo il nostro micio che fine abbia fatto. Beh, siamo rimasti fuori casa in tutto 27 ore...le abbiamo lasciato tanto cibo, tanta acqua e la lettiera pulita. Il problema è che è stata la sua prima notte da sola e la cosa deve averla un po' scossa, perché appena siamo tornati a casa (verso le sette di sera di domenica) non mollava più né me, né Demmy e nemmeno Cora! Ci seguiva tutta emozionata e a me ha pure svegliata mentre cercavo (cercavo, sia ben chiaro) di fare un sonnellino ristoratore.


Insomma, che dire. Ecco il nostro mini-viaggio all'insegna del verde e dell'ignoto.  Credo sia stata un'esperienza davvero molto bella e ora che siamo poco più attrezzati per le fredde e inospitali notti altoatesine, vi dico che lo rifarei molto, ma molto volentieri. Però la prossima volta voglio arrivare fino a Bolzano! Vi farò sapere.... à bien tôt!

se ti sei perso la prima puntata clicca qui!


giovedì 20 aprile 2017

Giorno 47- Road trip sulle Dolomiti. Prima puntata

Road trip sulle Dolomiti. Prima puntata


Introduzione- L'equipaggiamento
Qualche sabato fa, io e Demmy abbiamo deciso che era ora di iniziare la stagione del campeggio e quindi abbiamo deciso di partire per una road trip, all'insegna dell'improvvisazione. Abbiamo riempito l'auto di un arsenale di guerra composto da:
  • tenda e due sacchi a pelo
  • cibo
  • tanto cibo
  • altro cibo
  • una tanica di acqua
  • due coltelli in caso di emergenza
  • caricabatterie da viaggio
  • un libro
  • calzettoni e pantaloni termici
  • carte da gioco
  • due quaderni per scriverci le nostre memorie, in caso di morte per assideramento o per incontro ravvicinato con bestie selvatiche poco amichevoli
  • Cora (nel bagagliaio!)
Parte I- La partenza
Eccoci pronti, tutti nella mia macchinina carica come un mulo; noi più carichi di lei. Destinazione provvisoria sul navigatore: Cortina d'Ampezzo. Imbocchiamo l'autostrada, sotto a un sole cocente che ci bruciava le gambe sotto i jeans, in direzione Venezia. Prendiamo lo svincolo per Belluno e poi imbocchiamo la statale.

Parte II- Il Vajont
Qui iniziamo a leggere nomi di paesini non nuovi, finché ci accorgiamo con grande emozione da parte mia di essere a Longarone, proprio il paese raso al suolo dal crollo del monte Toc, nel lontano (ma non troppo) 1963 (non ne sai nulla? leggi qui). Guarda caso solo pochi giorni prima avevo finito il libro della giornalista Tina Merlin, in cui racconta per filo e per segno la nascita della diga, con i vari progetti e raggiri, il giorno della catastrofe e persino gli anni successivi nei paesini di quella valle. Si intitola "Sulla pelle viva", è molto bello, ve lo consiglio.
 Ad ogni modo, vedo un cartello per il cimitero monumentale delle vittime del disastro e quindi chiedo a Demmy una breve tappa, per andare a visitarlo. Sfortunatamente la piccola sala adiacente, adibita a museo era inspiegabilmente chiusa (nonostante fossimo in pieno orario e giorno di apertura), ma abbiamo comunque passeggiato tra le lapidi, sotto alla maggior parte delle quali probabilmente non c'è nessuno da piangere.

Risaliti in macchina iniziamo a interrogarci su quale fosse il monte Toc, sospettando una delle tante montagne che circondano la valle, finché subito dopo una curva, lì, immensa e terribile la diga si stagliava in tutta la sua maestosità. E sì, avevamo indovinato quale fosse il monte marcio: non era difficile d'altronde, c'era una gigantesca scalfittura sulla sua parete. 

Parte III- Cortina da un bel Pezzo!
Ok, bella sosta, ma ora non ci si ferma più fino a Cortina. Sì però a Cortina ci fermiamo e ci beviamo qualcosa, arriveremo giusto per l'ora dell'aperitivo, fammi sentire ricca e bere insieme alla gente perbene che viene a farsi un weekend trendy!
Eccola qui Cortina. Bellina, caratteristica, ma per ricchi: qui iniziamo a fissarci su una cosa che non ci mollerà fino alla fine della nostra road trip. Ma qui girano tutti con BMW, Mercedes e altre auto costose...noi siamo in giro con una Sposta-poveri!!
Va beh, ma il pensiero di una bella birra fresca (dato il caldo) non mi molla, ma Demmy inizia a girare tutta Cortina, finché non si allontana dal centro. Dopo mezz'ora in cui cerchiamo di ritornare verso la civiltà, decidiamo di arrenderci e di proseguire senza l'aperitivo.

Parte IV- Birra!
Saliamo sempre più su, il sole inizia a calare, ma tutto sommato è ancora alto in cielo. Ma a noi non interessa molto perché non abbiamo fretta: non abbiamo mica una meta! 
Vi confesso che volevo scrivere questo post mettendovi gli orari delle varie tappe nei titoli, ma mi sono accorta che non ho guardato così spesso l'orologio, perché quando non ti importa di arrivare, non ti interessa nemmeno l'ora.
Insomma, arriviamo a un rifugio e finalmente posso gustare la mia birra fresca, anche se ora inizia a fare un po' freschetto. Secondo i calcoli di Demmy dovremmo essere quasi in Trentino, regione più vicina in cui è consentito il bivacco, quindi nostra tappa finale per la sosta notturna. Eggiusto, ho dimenticato di dirvi che noi, non avendo una meta, non sapevamo nemmeno dove accamparci per la notte, però ci eravamo informati sulla legalità della cosa. Abbiamo scoperto che il campeggio libero è vietato in Friuli e Veneto, mentre in Trentino è consentito in specifiche aree di sosta il bivacco, cioè l'accampamento per un massimo di 24 ore: giusto giusto per noi.

Parte V- La ricerca di un angolino per la notte
Arrivati in Trentino, iniziamo a guardarci intorno non solo per i paesaggi mozzafiato come avevamo fatto fino a quel momento, ma anche per trovare un posto dove montare la nostra regale reggia, talmente piccola che a Demmy spuntavano fuori i piedi se stava ben disteso.
Demmy si fissa di voler dormire vicino a un passo di montagna, ma finalmente (dopo varie peripezie) vediamo un minuscolo campeggio, alle pendici di un bosco, senza alcuna recinzione e con pochissima gente. Qui paghiamo per una notte una cifra minuscola, facciamo una passeggiata di ricognizione, in cui ci imbattiamo in una festicciola di paese in onore dei pompieri (che costituiscono praticamente un terzo degli abitanti, non perché tutti fanno quel mestiere, ma perché poche, pochissime persone- tutti con BMW, Mercedes ecc- abitano lì!!) mangiamo qualcosina in tenda e ci prepariamo per dormire.



Volete sapere come abbiamo passato la notte, cosa abbiamo visto e cosa è il Colle delle Streghe? Restate sintonizzati per la prossima puntata!
TO BE CONTINUED...  clicca qui per la seconda puntata!







sabato 1 aprile 2017

Cucina con Alice- Pennette con crema di melanzane

Pennette con crema di melanzane

Per continuare la serie "Brutti ma Buoni", vi presento questo primo piatto facile, veloce e fresco, ideale per le giornate primaverili.


Ingredienti per 2 persone:
  • melanzana, mezza
  • uno spicchio di aglio
  • olio q. b.
  • sale e pepe q.b. 
  • pennette 160 grammi
Prendete la melanzana e tagliate a tocchi grossi, schiacciati uno spicchio di aglio e mettete tutto in una vaporiera. Laciate cuocere per circa10 minuti, o fino a che la melanzana non diventa molle. Dovete controllare con la forchetta, perché spesso le verdure al vapore non cambiano colore, sembrano crude e invece poi si spappolano. Intanto cuocete la pasta e una volta scolata, frullate la melanzana, l'aglio con un po' di olio a crudo, sale e pepe e, se volete, del parmigiano grattugiato.
Si verrà a formare una cremina viola/ nero, che metterete sulla pasta et voilà! 
Tempo di preparazione della pietanza dei re: mezz'ora se siete lenti!
Buon appetito

TIP DI ALICE: Se volete aggiungere un po' di croccantezza potete mettere a rosolare in una padella delle striscione di prosciutto cotto e aggiungerle al piatto. A me il prosciutto cotto non fa in tempo a finire in padella, viene divorato prima!